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Oltre ogni ragionevole dubbio

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Oltre ogni ragionevole dubbio

La giustizia talvolta sembra iniqua, ma alla fine, se le prove della propria ragione sono sostenute con abilità in sede di giudizio fino in fondo in ogni sede, spesso si raggiunge la verità.

Nel processo penale le prove della accusa devono essere considerate valide oltre ogni ragionevole dubbio, e questo può portare a conclusioni poco soddisfacenti per il danneggiato.

Il caso della sentenza ottenuta dallo Studio Agrizzi riguarda un motociclista che stava tranquillamente tornando a casa dal lavoro e che veniva tamponato da un’autovettura.

Sembra un caso dalla risoluzione immediata, con le ragioni subito chiare. Tuttavia per una serie di fattori, come la sbagliata classificazione della strada, l’ipotesi per cui il motociclista avesse sbandato o meno, in fase penale la giustizia ha stabilito di non procedere nei confronti dell’indagato, ritenendo insufficienti le prove.

Ma il grave danno, fisico e morale, subito dal motociclista e dalla sua famiglia chiedeva Giustizia.

La tenacia dei danneggiati e la competenza della difesa, supportate da accurate ricostruzioni della scena dell’incidente, ha permesso di ottenere il giusto ristoro del danno alle vittime in ambito Civile.

Il risarcimento complessivo ottenuto dallo Studio Agrizzi per la famiglia ammonta ad oltre € 490.000,00€.

Questo risarcimento finanziario non potrà certo restituire la completa serenità alla vittima e alla famiglia, ma costituisce un giusto riconoscimento del danno subito.

Un aspetto spesso trascurato sono i danni morali subiti dalla famiglia delle vittime.

Infatti, soprattutto in incidenti con esiti debilitanti come questo caso, è la famiglia che paga il più grande tributo morale per gestire la grave condizione generata dall’incidente.

È doveroso da parte della difese, chiedere giustizia per queste afflizioni, per esempio in questo caso viene giustamente riconosciuto un indennizzo anche alla moglie che ha visto la sua vita affettiva stravolta e ha scelto di compiere il sacrificio di destinare la propria vita all’assistenza e alla cura della vittima.

Grazie all’intervento della difesa la Giustizia ha avuto il suo corretto corso. Il giudice civile ha riconosciuto le conseguenze della menomazione, sul piano della loro incidenza sulla vita quotidiana e sugli aspetti “dinamico-relazionali”, ai sensi degli artt..1223 e 2059 c.c. e 185 c.p.

La Giustizia ha avuto il suo corso e finalmente le vittime hanno potuto vedere le proprie ragioni accolte da un Giudice, con grande soddisfazione morale!